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Quanto costa registrare un marchio: UIBM, EUIPO e WIPO a confronto

Tasse ufficiali per marchio italiano, europeo e internazionale, con tabella comparativa, costi nascosti e criteri per scegliere dove depositare.

Aggiornato il 2026-10-24, 7 min di lettura

"Quanto costa registrare un marchio?" è la domanda che ogni imprenditore si pone prima di depositare, e la risposta onesta è: dipende da dove vuoi essere protetto, da quante categorie di prodotti o servizi copri e da quanto lavoro fai da solo. Le tasse ufficiali sono pubbliche e sorprendentemente contenute per il marchio italiano; i costi che fanno la differenza sono altri. In questa guida trovi le tariffe verificate dei tre uffici che contano per un'azienda italiana, UIBM, EUIPO e WIPO, e i criteri per scegliere. Si tratta di informazioni generali, non di consulenza legale o fiscale.

Tre livelli di protezione

Un marchio vale solo nel territorio per cui è registrato. Da qui le tre strade:

  • Marchio italiano (UIBM): protezione limitata all'Italia. Deposito presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, direttamente online o tramite una Camera di Commercio.
  • Marchio dell'Unione Europea (EUIPO): un solo deposito, protezione unitaria in tutti i 27 Stati membri. Ma vale il principio "tutto o niente": se il marchio è rifiutato o annullato per un conflitto in un solo Paese, cade ovunque.
  • Marchio internazionale (WIPO, sistema di Madrid): non è un marchio "mondiale", ma un meccanismo per estendere un marchio di base (italiano o europeo) a uno o più dei Paesi aderenti con un'unica domanda, designandoli singolarmente.

Le tasse ufficiali a confronto

La tabella riporta le tasse di deposito verificate alla data indicata in nota. Tutti gli importi si riferiscono a un marchio individuale.

Voce UIBM (Italia) EUIPO (Unione Europea) WIPO (Madrid)
Tassa base, 1 classe 101 € (34 € domanda + 67 € classe) 850 € (deposito elettronico) 653 CHF in bianco e nero, 903 CHF a colori (copre fino a 3 classi)
Seconda classe +34 € +50 € inclusa
Terza classe +34 € +150 € inclusa
Classi successive +34 € ciascuna +150 € ciascuna +100 CHF ciascuna oltre la terza
Per ogni Paese designato — — +100 CHF (tassa complementare) oppure tassa individuale fissata dal Paese
Esempio 3 classi 169 € 1.050 € da 653 CHF + tasse per Paese
Durata 10 anni 10 anni 10 anni

Nota di verifica. Importi controllati il 24 ottobre 2026 su fonti ufficiali e istituzionali: per l'UIBM le guide delle Camere di Commercio basate sul tariffario ministeriale (ad esempio la guida della Camera di Commercio della Romagna) e il sito UIBM; per l'EUIPO le Direttive EUIPO sulle tasse e il sito euipo.europa.eu; per il WIPO la pagina ufficiale Madrid System fees. Le tariffe cambiano: verifica sempre l'importo aggiornato sul sito ufficiale prima di pagare.

Alcune precisazioni che la tabella da sola non trasmette.

UIBM: cosa si aggiunge ai 101 euro

La tassa di concessione governativa è solo una parte. Se depositi tramite Camera di Commercio, sono dovuti i diritti di segreteria (le guide camerali consultate indicano 40 euro per domanda) e l'imposta di bollo: per il deposito cartaceo una marca da 16 euro ogni quattro fogli. Per il deposito telematico, verifica l'importo del bollo aggiornato sul sito UIBM. Il rinnovo decennale costa 67 euro per la prima classe e 34 euro per ogni classe aggiuntiva, con una sovrattassa di 34 euro se rinnovi nei sei mesi successivi alla scadenza.

Un marchio italiano in una classe, fatto in autonomia, resta quindi sotto i 200 euro tutto compreso. È il prezzo più basso d'Europa per una tutela nazionale.

EUIPO: la seconda classe costa poco, la terza no

La struttura EUIPO è pensata per scoraggiare le domande "a pioggia" su classi non necessarie: 850 euro per la prima classe, appena 50 per la seconda, ma 150 per ciascuna dalla terza. Due classi ben scelte costano 900 euro; cinque classi arrivano a 1.350 euro. Il rinnovo segue la stessa logica. Il deposito è esclusivamente online e in euro.

Ricorda che il costo nascosto del marchio UE non è nella tassa: è nel rischio di opposizione. Con 27 mercati e milioni di marchi anteriori, la probabilità che qualcuno in Lettonia o Portogallo abbia un segno simile nella tua classe è concreta, e un'opposizione può costare in difesa molto più del deposito.

WIPO: la tassa base è solo l'inizio

Le tasse del sistema di Madrid si pagano in franchi svizzeri e si compongono di tre strati: la tassa base (653 CHF per un marchio in bianco e nero, 903 CHF a colori), una tassa complementare di 100 CHF per ogni Paese designato che applica le tariffe standard, oppure una tassa individuale stabilita dal Paese stesso, spesso molto più alta e calcolata per classe, e una tassa supplementare di 100 CHF per ogni classe oltre la terza. Gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina e la maggior parte dei mercati rilevanti applicano tasse individuali: per un preventivo realistico usa il calcolatore ufficiale WIPO. A questo si aggiunge la tassa dell'ufficio di origine (UIBM o EUIPO) per la trasmissione della domanda, da verificare sul rispettivo sito.

I costi che non trovi nei tariffari

Le tasse sono la parte prevedibile. Gli importi che fanno davvero oscillare il budget sono quattro.

La ricerca di anteriorità. Depositare senza aver cercato marchi simili è il modo più sicuro per perdere la tassa e, peggio, per costruire un brand su un nome che dovrai abbandonare. Una ricerca seria copre marchi identici e simili per suono e significato, nelle classi rilevanti, nei registri dei territori che ti interessano. Il Name Check gratuito di NameSapiens ti dà una prima lettura della dimensione trademark del nome, utile per scartare subito i candidati problematici prima di spendere in ricerche professionali.

La consulenza. Un consulente in proprietà industriale o un avvocato specializzato fattura in base alla complessità: redazione della domanda, scelta e formulazione delle classi, gestione del procedimento. Il valore non sta nel compilare il modulo, ma nel scrivere una lista di prodotti e servizi né troppo stretta (non ti protegge) né troppo larga (ti espone a opposizioni e a decadenza per non uso).

Le opposizioni. Dopo la pubblicazione della domanda, i titolari di marchi anteriori hanno una finestra per opporsi (tre mesi presso l'EUIPO). Difendersi da un'opposizione, o farne una, richiede tempo e assistenza legale. Più il nome è vicino a termini già registrati, più questa voce pesa.

La traduzione e i mandatari locali. Per estensioni fuori dall'UE spesso servono rappresentanti locali e documenti tradotti, con costi che variano molto da Paese a Paese.

Quale strada scegliere

Non esiste una risposta valida per tutti, ma esistono criteri chiari.

  1. Dove vendi oggi e dove venderai entro cinque anni. Il marchio protegge l'uso: registrare in territori dove non andrai mai è uno spreco, e in molti ordinamenti il marchio non usato per cinque anni decade.
  2. Il budget disponibile per il contenzioso, non solo per il deposito. Un marchio UE con un nome debole è un invito a opposizioni che non puoi permetterti di gestire.
  3. La solidità del nome. Un nome inventato, distintivo e privo di conflitti noti giustifica un deposito ampio; un nome descrittivo o affollato va prima rafforzato o cambiato.

Una sequenza frequente per una PMI italiana che inizia a esportare è: marchio italiano subito (costa poco e fissa la priorità), marchio UE entro sei mesi sfruttando il diritto di priorità, estensione Madrid ai Paesi extra-UE quando il business lo giustifica. La priorità di sei mesi è il dettaglio che rende questa sequenza efficiente: la data del primo deposito vale anche per i successivi.

In sintesi

Registrare un marchio italiano costa meno di una cena per due; un marchio europeo in due classi meno di un portatile; un marchio internazionale su tre o quattro mercati extra-UE può superare i costi di un'auto usata. Ma in tutti i casi la spesa più importante è quella fatta prima: verificare che il nome sia davvero registrabile e difendibile. Una ricerca da poche decine di euro evita tasse perse, rebranding forzati e anni di contenzioso.

Domande frequenti

Quanto costa registrare un marchio in Italia?
La tassa di concessione governativa per un marchio individuale in una classe è di 101 euro, più 34 euro per ogni classe aggiuntiva. A questa si sommano eventuali diritti di segreteria della Camera di Commercio e l'imposta di bollo.
Quanto costa un marchio dell'Unione Europea?
La tassa base EUIPO per deposito elettronico è di 850 euro per una classe, 50 euro per la seconda e 150 euro per ciascuna classe dalla terza in su.
Il marchio internazionale WIPO copre tutto il mondo?
No. Con il sistema di Madrid designi singolarmente i Paesi membri che ti interessano e paghi una tassa per ciascuno. Serve inoltre un marchio di base nazionale o europeo.
Quanto dura un marchio registrato?
Dieci anni dalla data di deposito, rinnovabili indefinitamente per periodi di dieci anni pagando la tassa di rinnovo.
Conviene depositare da soli o con un consulente?
Il deposito in sé è alla portata di tutti. Il valore del professionista sta nella ricerca di anteriorità, nella scelta delle classi e nella gestione di eventuali opposizioni, dove gli errori costano più della parcella.

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